... Il Grande Inquisitore è un rassicuratore, che vuole essere amico di tutti. Per questo, la sua morale è una sola, quella del volgo. Tanto gli Inquisitori quanto i loro sudditi vi si devono piegare. La differenza è solo questa: i primi sono sofferenti e i secondi felici. Sofferenti perché consapevoli, felici perché ignari. Gli Inquisitori sono, a loro modo, dei despoti, ma despoti-servitori, che stanno dalla parte di un’umanità innocente, che nulla conosce se non il proprio meschino benessere. Il Principe rinascimentale, che incarna la "ragion di Stato", vede dappertutto potenziali nemici da "spegnere"; l’Inquisitore di Dostoevskij, incarna la "ragion del volgo" e vede dappertutto potenziali amici, da blandire e sedurre. Terrorizzare o lusingare, nell’esercizio del governo. Questa è una differenza fondamentale, da tenere presente leggendo la Leggenda....
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