Parto dal presupposto che tutti cerchino di fare del loro meglio nella vita e di portare il loro contributo nel loro campo di azione.

Ma una volta fatto quel che sapevi-potevi-dovevi fare (e magari non hai avuto grandi risultati), perché non lasci ad altri lo spazio e il tempo, affinché facciano altro, in modo diverso?

Lo dico con tanta gratitudine per coloro che ci hanno preceduto e che ancora fanno molto: perché gli anziani (e intendo quelli dopo attorno ai 60 anni, come me) non mostrano la loro saggezza riconoscendo che nei ruoli decisionali hanno fatto quello che hanno fatto (in bene e in male) e lasciando ai più giovani i posti di responsabilità (sociale, politica, ecclesiale) affinché facciano quello che questi ultimi possono-devono fare?

Soprattutto in Italia, viviamo in comunità gerontocratiche.

Ci sono tanti modi per continuare ad operare per il bene di tutti... i ruoli apicali si possono ben lasciare.

Mc 260401